Team OnivĂ 

Il team OnivĂ  nel mondo – Sara in Messico 🇲🇽

Sara ha sognato il Messico cosĂŹ a lungo che, sebbene non ci fosse ancora stata, il pensiero di quel paese le dava quasi nostalgia. Capita, coi viaggi cosĂŹ desiderati e che si immaginano, pianificano e preparano per anni.

Continuano le storie del Team di OnivĂ  accanto a quelle dei nostri Viaggiatori. Oggi andiamo in Messico con Sara.

Partiamo da Milano con la neve e arriviamo a CittĂ  del Messico respirando una calda notte estiva.


I giorni a Città del Messico corrono veloci: ci stupisce la bellezza e la grandezza del complesso archeologico di Teotihuacan, la primissima Città del Messico, e il carattere dei luoghi di Frida Kahlo e Diego Rivera, i giardini di cactus, i mariachi nei ristoranti che alla prima nota portano l’allegria. L’ultima sera ormai al tramonto arriviamo nel quartiere di Xochimilco nel porticciolo da cui partono le trajineras, coloratissime imbarcazioni che si avventurano in un polmone verde della città attraverso un labirinto di canali. Arriviamo tardi ma una delle ultime guide decide di realizzare il nostro desiderio, quasi sapesse che stiamo per lasciare la città- e così ci imbarchiamo. Siamo i soli a percorrere il canale a quell’ora, il sole sta tramontando e l’atmosfera si fa davvero suggestiva e silenziosa.




Passiamo i giorni successivi nella città di Oaxaca, di cui ricorderò sempre la genuinità e l’amore per la tradizione locale. Ogni giorno ci imbattiamo in una festa per le strade della città, la più curiosa delle quali è stato il corteo di un matrimonio. Pioviggina ma l’enorme corteo di invitati vestiti in abiti tradizionali, la banda che suona, i canti, i fiori e le ceste di frutta, hanno inondato di energia le strade e fatto dimenticare a tutti il cielo grigio!

Indimenticabili le visite per pranzo al Mercato 20 de Noviembre: qui abbiamo trovato dei colorati cappelli di paglia che sono stati nostri immancabili compagni di viaggio, abbiamo contrattato divertendoci per una borsa ricamata e mangiato la piĂš buona quesadilla ai fiori di zucca mai mangiata!

 



Scendiamo verso il mare e la tappa successiva del nostro viaggio è Zipolite, un villaggio sul mare in cui il tempo e gli impegni sembrano non esistere. Dormiamo in un bungalow sulla spiaggia e ogni giorno respiriamo l’oceano e ci godiamo il dolce fare niente. Durante una passeggiata sulla costa ci imbattiamo in un cimitero mentre è in corso un funerale: una celebrazione gioiosa e colorata fatta di musiche e canti bellissimi, fiori e cibo. Ci sentiamo onorati di entrare a far parte di un rito così intimo ma così condiviso.



 

Dopo qualche giorno partiamo per raggiungere il cuore del Chiapas, l’anima autentica del Messico. Arriviamo a San Cristobal de las Casas, un luogo indimenticabile, che ti fa innamorare al punto da faticare a lasciarla! 

Ci innamoriamo delle vie colorate dai fili di papel picado, delle casette basse, delle montagne che circondano la cittadina, della pioggia che ci coglie all’improvviso e ci costringe ad entrare in misteriosi cortili che si rivelano cafè zapatisti, in cui si discute di libertà e diritti e si suona musica allegra. Qui conosciamo un mondo antico e diverso, carico di contraddizioni e di bellezza.

 



Nei dintorni di San Cristobal visitiamo due comunità locali radicate e con un sistema di regole e valori che non viene messo in discussione nemmeno dal governo- così ci dice la nostra guida- : Zinacantan, una comunità in cui si coltivano fiori e si tesse, e San Juan Chamula, che conserva in una apparente chiesa riti precolombiani davvero affascinanti. Non possiamo fare fotografie perché i membri delle comunità locali pensano che immortalare una persona in una foto comporti il furto dell’anima.

Dell’edificio sacro ci rimane impresso il pavimento coperto di aghi di pino, profumatissimi, e le candele accese, sul pavimento, elementi fondamentali dei riti che si tengono di continuo.

Unicità dei due villaggi è la struttura della società: solo le donne lavorano, gli uomini si godono il dolce fare niente incontrandosi nelle piazze!

 



Dobbiamo lasciare anche San Cristobal, anche se abbiamo sognato di poterci restare a vita, per andare alla scoperta di un’altra parte del Messico, così curioso e vario.

Arriviamo a Cancun nel cuore della notte ma siamo di passaggio: ci attende l’isola caraibica di Hollbox, una lingua di terra sul mare nella quale non vi sono strade asfaltate né auto.

Qui abbiamo la sensazione di vivere un’esperienza fuori dalla realtà: il tempo scorre lento, il mare ha un colore turchese brillante, le spiagge si rivelano aree protette in cui sono gli animali i veri proprietari di casa, facciamo lunghe passeggiate e ci fermiamo a guardare il sole che scompare all’orizzonte, un vero evento ogni sera.


Ripartiamo dal Messico portando addosso lo spirito gioioso di un popolo che sorride sempre e che celebra la vita in tutti i suoi aspetti,  i valori di quei luoghi antichi che difendono la propria identità con convinzione ed i colori che in Messico si trovano ovunque.

Ora è tempo di riattivare quella nostalgia ma stavolta per un luogo in cui ho lasciato un pezzo di cuore.