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Onivà Cuisine Kit – Il menù greco 🇬🇷🍈

La Grecia può creare dipendenza. Provate a chiedere in giro , non si va in Grecia una volta sola, ci si torna tutte le volte che si può.
Accanto alla storia, alla bellezza del mare e dei paesaggi, un elemento fondamentale del fascino di questo Paese è certamente la sua cucina. Sapori e odori inconfondibili, finalmente disponibili anche nel nostro Onivà Cuisine Kit, in versione speciale deluxe.


La cucina greca non prevede propriamente un primo piatto, ma più che altro una serie di mesèdes – antipastini a base di olive o patè di olive, sottoaceti, acciughe, involtini di riso e le celebri torte di pasta fillo ripiene di verdure e feta. E poi ancora, pesce freschissimo, carne alla brace e l’immancabile insalata grecaLa grandissima varietà di ingredienti mediterranei dà modo di sbizzarrirsi e di creare tante piccole preparazioni da leccarsi i baffi.
Per farvi catapultare davvero nella Grecia più autentica, abbiamo pensato di proporvi un menù a base di freschissimi dolmades, o dolmadakia (tra i mezedes più diffusi in nel paese), accompagnati da tzatziki fresco cosparso di aneto e una morbida e tiepida pita, per proseguire con un assaggio di moussaka (pietanza a base di melanzane, pomodoro e besciamella), il tutto accompagnato da una fantastica retsina, vino aromatizzato alla resina di pino d’Aleppo o al mosto, che affonda le sue radici già nell’antica grecia.



✨Dolmades ✨
Già Sofocle nella sua Antigone sembra avesse citato questi involtini, come cibo offerto a Creonte al fine di sedurlo. L’origine più plausibile sembra risalire però ai tempi di Alessandro il Macedone (intorno al 338 a.C), quando, durante l’assedio di Tebe, il cibo cominciò a scarseggiare e gli abitanti decisero di creare delle piccole porzioni di cibo, avvolti in foglie di vite, per avere la sensazione di nutrirsi in modo più nutriente.
A metà strada tra l’antipasto ed il primo, i dolmades sono involtini di riso, conditi con varie spezie, cipolla e, a volte limone, avvolti in foglie di vite. Il nome potrebbe nascondere una derivazione turca (in turco il verbo “dolma” significa “riempire”) ed è una pratica gastronomica molto usata in queste regioni, in cui vengono utilizzate anche foglie di fico e di cavolo. In realtà questa preparazione è diffusa un po’ in tutte le regioni dell’ex impero Ottomano che, a differenza della Grecia, vedono i dolmades serviti caldi ripieni di riso e carne, nella penisola Ellenica invece solitamente sono serviti freddi e cotti nell’olio di oliva.



✨Tzatziki ✨

Se pensiamo alla Grecia e alla sua gastronomia, la tzatziki è una delle prime cose che ci vengono in mente. Anche se diffusa nell’area turca e non solo (a cambiare  tra le varie regioni è la sua consistenza finale), questa fresca salsa a base di yogurt denso, cetriolo, aglio e aneto ha sicuramente origini dai pastori greci che, già dall’antichità, per rinfrescarsi durante le calde giornate estive, usavano mescolare lo yogurt con aglio, acqua e pane, creando questa densa salsa che dava senso di sazietà e freschezza. Alcune voci assimilano la tzatziki alla raita indiana, presupponendo una diffusione di quest’ultima nell’area balcanica attraverso i moghul e i commercianti arabi e una sua evoluzione in quella che conosciamo ora. La sua denominazione invece ha origini armene, perché il dominio dell’impero Ottomano aveva imposto l’usanza di dare, a tutti i cibi greci, nomi turchi.

✨Pita ✨
La pita è uno dei pani più antichi, dalle lontanissime origini in epoca babilonese ben quattromila anni fa, diffusosi poi nel corso delle epoche fino a diventare uno dei cibi più tradizionali di tutto il mondo arabo. Nato come un impasto di farina di grano modellata come un disco di pasta bassa e schiacciata, utilizzato per raccogliere le salse, è diventata attraverso i secoli il più diffuso accompagnamento per tutta la cucina mediorientale. Si pensa che sia l’antenata di tutte le paste lievitate che conosciamo oggi, tra cui le nostrane pizza e piadina.

Moussaka ✨
Anche se è uno dei piatti greci più famosi al mondo, la moussaka, in realtà, sembra avere antiche origini turche anche se il suo nome deriva dal termine arabo musaqqa‘ah. Qui, in effetti, in un libro sulla cucina di Baghdad del 13mo secolo si trova la ricetta del Muqatta’a, che fu poi esportato in Grecia in seguito all’espansione persiana, dove con le influenze e le evoluzioni locali divenne la moussaka che conosciamo. Questo sformato composto da fette di melanzane fritte, condito con un ragù bianco di carne d’agnello o manzo (cotto con prezzemolo, cipolla, aglio e pepe della Giamaica e cannella), si caratterizza per la spessa “copertura” a base di besciamella e uova.



Insalata greca ✨
La horiatiki salata, letteralmente insalata paesana (perché originata dai pranzi estivi dei contadini) , è la tipica insalata estiva dal sapore e profumo inconfondibile, preparata con i tipici ingredienti mediterranei di stagione: pomodori ben maturi, cetrioli croccanti, cipolle, olive, feta e il profumatissimo origano selvatico, condita con l’intenso olio di oliva locale. In base alle regioni esistono molte varietà della stessa, determinate dal tipo di pomodori e  dalle varietà di olive e della feta. Sembrerebbe che l’insalata greca come la conosciamo sia “un’invenzione” piuttosto recente. Intorno agli anni ‘60 infatti alcuni gestori delle tipiche taverne incominciarono ad avere tra gli avventori alcuni turisti, a cui dovevano giustificare il prezzo di una semplice insalata con pomodori e cetrioli, questi allora aggiunsero la feta, l’origano e le olive, per renderla ancora più appetitosa e farla pagare un po’ di più.

Retsina ✨
Conosciuta anche come “vino resinato”, la retsina deve il suo nome ad un antico procedimento utilizzato per chiudere le anfore e far in modo che il vino non si ossidasse. Queste venivano infatti sigillate con della resina di pino di Aleppo, per evitare che entrasse l’aria al loro interno. Con il trascorrere dei secoli e la sostituzione delle anfore con le botti, rimase però la stessa usanza di aggiungere all’interno la resina di pino per far si che si formasse una sorta di pellicola protettiva per migliorarne la conservazione, si deve proprio a questa resina il gusto particolare di questo vino.

 

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